DOTTOR PAOLO CREPAZ, MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN MEDICINA DELLO SPORT, DOCENTE UNIVERSITARIO IN PEDAGOGIA DELLO SPORT

Un atleta di alto livello ha spiccate attenzioni spaziali e attenzioni divise (cioè la capacità di prestare attenzione a più cose contemporaneamente), eccellente memoria operativa (capacità di analizzare i comportamenti passati e, sulla base di queste informazioni, prevedere le azioni future e decidere di conseguenza) ed eccellente capacità di interpretare i comportamenti altrui (capacità di esaminare una sterminata quantità di informazioni, elaborarle in chiave probabilistica e portare a una decisione che si adatti alla situazione del momento). É inoltre in grado di adattarsi velocemente, cambiare strategie e inibire le risposte (per evitare di essere ripetitivo). Il tutto, in una microscopica frazione di tempo. Molte di queste abilità rientrano sotto l’etichetta di “intelligenza di gioco”. In neuropsicologia ci si riferisce a esse come “funzioni esecutive”. Lo studio non risponde alla domanda se le funzioni esecutive siano predeterminate geneticamente o siano allenabili con la pratica sportiva: quel che è certo è che si sviluppano piuttosto precocemente, dall’infanzia ai 18-20 anni. La valutazione funzionale di un giovane atleta richiede oggi dunque non soltanto la determinazione delle capacità fisiche (forza, resistenza, coordinazione, velocità), delle qualità psicologiche e della capacità tecniche specifiche per una data disciplina, ma occorre aggiungere “le misurazioni delle funzioni esecutive con test neuropsicologici validati che possano stabilire se un atleta ha le capacità di raggiungere i più alti livelli”. Ad una sempre più accurata e globale valutazione funzionale si affianca la necessità di strumenti e percorsi in grado di mettere in luce ed allenare tali funzioni esecutive, fondamenta della “intelligenza di gioco”. POWER STONES nasce proprio per allargare gli orizzonti su questa nuova frontiera della pratica sportiva.